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Che cosa succede?
In deze rubriek geeft Dante -Alighieri Maastricht aan niet commerciële instellingen en initiatieven (initiatiefnemer) de gelegenheid aandacht te geven aan een van hun activiteiten (mededeling). Dante -Alighieri Maastricht plaats de internet link, en eventueel een korte toelichting. De initiatiefnemer kan voor de toelichting een aanzet meesturen.
Dante -Alighieri Maastricht bepaalt of een aangeboden mededeling commercieel is en dus niet geplaatst wordt. Over deze beslissing kan niet gecommuniceerd worden. Dante -Alighieri Maastricht draagt en aanvaardt geen enkele verantwoordelijkheid of aansprakelijkheid voor de inhoud van de geplaatste informatie.
Iedere nieuwe mededeling wordt op de hoogste plaats in de lijst met links geplaatst; de eerdere mededelingen zakken dan dus telkens een plaats.
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Il Vaticano
Chi va a Roma non manca mai di andare a visitare anche la basilica di S.Pietro e i Musei Vaticani. Come tutti sanno, essi fanno parte del Vaticano, uno stato molto particolare e un vero e proprio deposito di curiosità e misteri. Il Vaticano è lo stato più piccolo del mondo: ha infatti una superficie grande come un ottavo di Central Park a New York, ovvero solo 44 ettari! E’ forse l’unico stato al mondo occupato in buona parte da giardini che si trovano alle spalle della basilica e che sono visitabili con un permesso speciale. Ma quali sono i confini di questo stato? I confini sono rappresentati dalle mura che si vedono dalla città ma anche da...una linea immaginaria! Che cosa vuol dire? La piazza di S. Pietro, davanti alla basilica, è ufficialmente proprietà del Vaticano ed è l’unica area di questo stato aperta al pubblico. Quando si esce dalla piazza nessuno realizza che si attraversa un confine, dal Vaticano all’Italia! Il controllo della piazza e della sua sicurezza, anche se questa fa parte del Vaticano, è in mano alla polizia italiana, ma gli stessi poliziotti non possono entrare in S. Pietro perchè la sicurezza della basilica è invece affidata al servizio d’ordine del Vaticano. Anche il Vaticano ha il suo esercito, come ogni stato...ma l’esercito del papa è simbolico e rappresentato dalle guardie svizzere, che si possono vedere davanti ai principali ingressi dello stato. Le guardie svizzere hanno da poco compiuto 500 anni e per diventare guardia svizzera bisogna essere di fede cattolica e soprattutto...svizzeri! Questo esercito è stato creato 500 anni fa dal papa Giulio II, lo stesso papa che ha iniziato la costruzione della basilica di S. Pietro. A proposito del papa, egli è il capo della chiesa cattolica e figura di riferimento di circa un miliardo di cattolici in tutto in mondo. Ma a fare il papa si guadagna anche bene: il papa infatti guadagna circa 17,000 euro al mese più i diritti d’autore (copyrights) dei libri o delle cose che scrive e molti altri guadagni. Niente male per una persona che in teoria dovrebbe essere povera! Dove finiscono tutti questi soldi? Finiscono al numero di conto corrente 1 del Vaticano che cambia proprietario ogni volta che il papa muore e viene eletto un nuovo papa. Il papa è una specie di re in Vaticano: egli prende le decisioni più importanti anche se ovviamente non si occupa di tutto. Una buona parte degli affari del Vaticano viene gestita dai tanti collaboratori del papa. In Vaticano manca un governo e un parlamento e tutto il controllo è affidato appunto al papa e ai suoi collaboratori. Ma come viene eletto il papa? Il papa viene scelto nel conclave che si tiene nella Cappella Sistina. La parola conclave viene dal latino cum clave che significa luogo chiuso a chiave. In tempi antichi infatti (ma anche oggi) i cardinali che devono scegliere il papa vengono chiusi a chiave nella Cappella Sistina per evitare di essere influenzati dall’esterno. E come fanno a comunicare quando il papa è stato scelto? Semplice: nella Cappella Sistina si prepara una specie di camino e durante una votazione se il papa viene eletto si prepara fumo bianco; se invece il papa durante quella votazione non viene eletto si fa uscire fumo nero. In questo modo i cardinali, chiusi dentro la Cappella Sistina, possono comunicare con il mondo esterno! I papi vengono scelti nella Cappella Sistina da oltre 500 anni e questa cappella è sicuramente la più famosa al mondo. Gli affreschi di Michelangelo e tutti gli altri affreschi degli altri artisti italiani la rendono un gioiello di meravigliosa bellezza. Michelangelo ha dipinto il soffitto e una parete con il famoso Giudizio Universale. In totale Michelangelo ha trascorso quasi dieci anni della sua vita all’interno della cappella. Ha impiegato infatti quattro anni per dipingere il soffitto e quasi sei anni per dipingere il Giudizio Universale! La Cappella Sistina fa parte dei Musei Vaticani che hanno ricchezze straordinarie e oggetti anche molto curiosi. Ad esempio in un corridoio dei Musei Vaticani si può ammirare un frammento di luna...sì esatto di luna! E’ stato un regalo del presidente degli Stati Uniti al papa dopo la spedizione americana sulla luna nel 1969! Ma insieme ai musei c’è anche la basilica di S. Pietro, costruita sopra quella che si crede essere la tomba di S. Pietro, che è stato il primo papa quasi duemila anni fa. La basilica è la chiesa più grande del mondo e può ospitare al suo interno circa 60,000 persone! E’ piena di opere d’arte e ha dimensioni colossali. Ma per avere un’idea precisa della grandezza della chiesa bisogna andare sulla cupola da dove si può ammirare un panorama di Roma assolutamente fantastico da un’altezza di circa 140 metri...praticamente è come andare su una piccola collina!
Mauro Poma |
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VINO DA VICINO
Wil je eens een gastvrije wijnboer op een ontspannen manier van kortbij meemaken?
Neem dan eens contact op met of ga langs bij Beppe en Velda Grasso van Cascina Del Monastero in Frazzione Annunziata in La Morra (Barolo).
Beppe zorgt voor de wijn. Hij kan er met veel gedrevenheid over vertellen en is niet bang om het ook te hebben over een enkele tegenslag. Hoewel hij niet tot de allerhoogste top behoort - dat merk je in zijn prijzen - wint hij regelmatig een prijs. Bijvoorbeeld bij de jaarlijkse keuring in Asti. Hij heeft dan een vermelding in één van de internationale wijngidsen. Zijn percelen vallen bijna zonder uitzondering onder de classificatie Barolo.
Velda runt het agritutrismo gedeelte: 11 kamers / appartementen met ontbijtservice en een mooi zwembad. Inmiddels is er ook een sauna. In een fruitwei zijn er nog drie kampeerplekken.
Beppe en Velda stralen gastvrijheid uit.
De cascina ligt op wandelafstand van La Morra, één van de hoofdplaatsen binnen de Barolo.
Voor meer info: www.cascinadelmonastero.it
Guy en Marlies Schrijnemakers.
Bezocht in de zomer van 2011.
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OperaExtrtaVaganza
OperaExtravaganza, een Italiaanse operagroep, gaat voor de vierde keer op tournee in Nederland. Ook dit jaar zijn ze in Maastricht voor een show in Groote Societeit (Vrijthof). De show bestaat uit een klassieke gecostumeerde komische opera, genaamd "In Vino Veritas ossia Ubriachi d'Opera."
voor nadere informatie zie www.operaextravaganza.com of www,groote-societeit-maastricht.nl
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Visitare Roma
Maggio è sicuramente il mese migliore per visitare Roma. Non fa ancora troppo caldo e il sole e la luce ispirano il turista a visitare la città a piedi. Camminare è il modo migliore per visitare un posto come Roma: si vedono tanti particolari e tanti dettagli interessanti che sfuggirebbero se si fosse in un pullman, in autobus o in macchina. Immaginiamo allora di fare una passeggiata virtuale per Roma e di andare alla scoperta della città e delle sue antiche meraviglie.
Per prima cosa, iniziamo la nostra giornata come la inizierebbe un vero romano...ovvero dalla colazione! Un maritozzo, una sorta di brioche ripiena di panna fresca, un tipico dolce romano, ed un cappuccino fumante. Non tutti sanno che il nome del cappuccino deriva dai frati cappuccini che hanno la tonaca dello stesso colore della schiuma della bevanda! Dopo colazione immaginiamo di essere a San Pietro e di metterci in fila per visitare la chiesa. Prima di entrare diamo uno sguardo alla facciata e notiamo che ha le dimensioni di un campo da calcio: 50 metri di altezza e più di 100 di lunghezza. Enorme! San Pietro, costruita a partire dal 1506, è la più grande chiesa del mondo e ha la cupola più grande d’Italia. Questa è stata progettata da Michelangelo. Mentre aspettiamo di entrare all’ interno di questa maestosa basilica notiamo che la piazza ha la forma di un enorme abbraccio: l’abbraccio simbolico della chiesa verso la gente che viene a visitare San Pietro. Una volta entrati scopriamo l’immensità della chiesa, piena di opere d’arte e di marmi splendenti. Andiamo subito a vedere la Pietà di Michelangelo, scolpita a soli 24 anni. Questa statua è l’unica opera firmata del grande artista e non tutti fanno caso a questo dettaglio. Dove si trova la firma? Sulla fascia che porta la Vergine Maria. Camminando lungo la navata centrale ci avviciniamo al grande baldacchino del Bernini: non sembra, se paragonato al resto dell’ imponente basilica, ma è alto come un palazzo di dieci piani! Meravigliati usciamo e ci dirigiamo verso Castel Sant’Angelo, seguendo un muro medievale, il Passetto, noto anche dal romanzo di Dan Brown “Het Bernini Misterie”. Arriviamo al castello che prende il nome dall’apparizione che ha fatto un angelo durante una processione nel medioevo. In quel tempo (590 d.C.) a Roma c’era la peste e l’angelo appare alla folla mentre con un gesto sembra mettere via la spada in segno di pace. Qualche giorno dopo la peste finisce e i romani danno il nome di “angelo” a questo castello. Attraversato il ponte raggiungiamo, passando per vie strettissime e caratteristiche, piazza Navona. La piazza ha la forma di uno stadio ed era effettivamente uno stadio romano dove si facevano gare di atletica. L’unica differenza oggi è che al posto dei posti a sedere ci sono i palazzi! La piazza è sempre piena di turisti e di romani che vengono qui a mangiare un gelato o semplicemente a fare una passeggiata. Dalla piazza ora veniamo attratti quasi magicamente da un altro magnifico monumento romano. Una testimonianza della grandezza romana arrivata intatta al giorno d’ oggi: il Pantheon. Il tempio del Pantheon è una chiesa ed ha una curiosità: da un punto di vista architettonico è un cilindro con dentro una sfera. Infatti l’altezza dal pavimento alla sommità è uguale al diametro della cupola. Un piccolo scherzo degli antichi romani e della loro genialità. Fra le tante tombe del Pantheon c’è anche quella della regina Margherita di Savoia, la stessa che ha dato il nome alla pizza margherita! Margherita di Savoia infatti nel 1889 va a visitare Napoli. Un cuoco di Napoli decide di creare una pizza con i colori della bandiera italiana utilizzando il basilico (verde), il pomodoro (rosso), e la mozzarella (bianco). Sembra che la regina sia rimasta talmente contenta di questa pizza che questa venne poi chiamata Margherita in suo onore! Vicino al Pantheon ci compriamo un ottimo gelato da Giolitti e ci incamminiamo verso uno dei monumenti simbolo di Roma: il Colosseo. Percorriamo via del Corso, arrivando a Piazza Venezia con il gigantesco Vittoriano e arriviamo a vedere il luogo dove gli antichi romani andavano a divertirsi. Quello che noi vediamo oggi del Colosseo è solo un terzo dell’ originale, ma le sue dimensioni ancora ci stupiscono. E’ alto circa cinquanta metri, come un palazzo di quindici piani, e poteva contenere più di 50.000 persone, come uno stadio di oggi. Gli antichi romani amavano molto andare a veder combattere i gladiatori fra di loro o contro gli animali feroci come i leoni. Una curiosità: i combattimenti avvenivano sopra della sabbia perchè era più facile rimuovere il sangue. Rimaniamo a guardare l’interno del Colosseo ancora per molto immaginando cosa si provava a venire qui tanti secoli fa...ma all’improvviso un custode ci chiama: ups...è buio e dobbiamo andare via!
Mauro Poma |
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Mangiare a Pasqua
Ogni anno a Pasqua a Roma e in tutta Italia ci si riunisce ancora intorno al tavolo per onorare la resurrezione di Gesù. La festa di Pasqua è un misto di sacro e profano, di grande partecipazione dei fedeli alle funzioni religiose e di riunioni familiari per mangiare insieme tante specialità. Ora immaginiamo di essere invitati a trascorrere il giorno di Pasqua in una famiglia romana tradizionale, dove nonni, figli e nipoti si riuniscono insieme...
Una tipica giornata di Pasqua in famiglia inizia la mattina presto. Ognuno ha un suo ruolo e contribuisce alla preparazione delle specialità pasquali, secondo la propria età e abilità. Chi ha più esperienza si mette a cucinare ai fornelli, chi è meno bravo riceve compiti più facili come tagliare o preparare semplici ingredienti. Nessuno è escluso e anche i più piccoli partecipano aiutando i genitori o le nonne a preparare, ad esempio, l’impasto per la pasta all’uovo da mangiare a pranzo. In mattinata si preparano e condividono golose fette di salame corallina accompagnate da uova sode e da diverse varietà di pizza, da quella cresciuta o al formaggio a quella dolce profumata all’anice. Si mangia il salame perchè già dai tempi degli antichi romani, il maiale è un simbolo di abbondanza e fecondità e oggi viene usato esattamente con la stessa funzione simbolica. Si mangiano frittate condite con verdure amare (come la cicoria, gli asparagi o le puntarelle) per ricordare la amarezza della morte di Cristo. Nel frattempo, mentre ancora si gustano le pizze e il salame, in cucina si inizia il rito della frittura. Questo è un rito molto importante, spesso riservato alle persone più esperte: le nonne. Costolette di agnello con pane grattato e, se si possiede la bravura e la capacità, croccanti carciofi “alla Giudia”. Questi sono chiamati così perchè le donne ebree di Roma li preparavano in questo modo, in particolare alla fine del periodo di digiuno chiamato Kippur, o Festa dell’Espiazione. Niente paura però: se non si possiede l’abilità per prepararli vanno bene anche quelli alla romana: carciofi al tegame con aglio, mentuccia, limone e prezzemolo.
Dopo la colazione è ora di una passeggiata digestiva. Qualcuno fa due passi, qualcuno va a messa, qualcuno é in casa per preparare tutte le altre portate che costituiscono il pranzo di Pasqua. Il pranzo inizia ovviamente con la pasta: fettuccine all'uovo, lasagne o tortellini di carne in brodo. Ogni famiglia ha la sua preferenza e la scelta di pasta è vastissima. In ogni caso la pasta è sempre fatta in casa! Nella mia famiglia ricordo ancora come una cerimonia la preparazione dei tortellini. Mia madre fa la sfoglia che poi viene appoggiata su un panno ad asciugare un po’, mio padre decide la quantità e qualità delle carni per il ripieno. Mio cugino piccolo fa i dischetti con un bicchiere, un altro si occupa di inserire il ripieno ed infine il più bravo dà la forma ai tortellini. Il risultato è sempre ottimo. Finita la pasta arriva il secondo: l’agnello. L’agnello, animale completamente bianco e indifeso, è simbolo dell’innocenza. Per i cristiani diventa il simbolo di Cristo innocente condannato ingiustamente a morire in croce. Quindi mangiando l’agnello si ricorda anche a tavola il significato più vero e profondo della Pasqua: la morte di Gesù e l’inizio di una nuova era. Molti accompagnano l’agnello con del vino rosso dei castelli romani, come la Romanella, per trovarsi in sintonia con l’antica tradizione romana. Altri scelgono altri tipi di vini. L’unica regola da rispettare è che il vino deve essere rosso perchè si mangia carne.
Subito dopo l’agnello ci si rinfresca la bocca con le puntarelle: puntine di cicoria rigorosamente lavorate a mano e ridotte in strisce sottili. Guai a usare moderni utensili per rendere l’operazione più veloce! Tutto deve essere fatto con il coltello e una buona dose di pazienza. Come condimento, uno spicchio d’aglio e alici senza sale, olio e aceto. Arrivati a questo punto si è sicuramente già pieni...se però ora pensate che il pranzo sia finito vi sbagliate! Mancano infatti ancora i dolci. Parliamo della colomba e dell’uovo di Pasqua. La colomba ha, come l’agnello, un significato simbolico ed è legata alla pace. Perchè? Secondo la Bibbia, alla fine del diluvio universale, Dio manda una colomba a Noè in segno di pace. Inizia una nuova era e questa nuova era ricorda quella iniziata dopo la morte di Gesù e la liberazione dell’uomo dal peccato. La colomba tradizionale è una specie di torta che ha la forma di una colomba ed è ricoperta con zucchero e mandorle. Infine, a chiusura del pasto, si mangia l’uovo di cioccolato. Simbolo antico di rinascita e dell’inizio di una nuova vita, l’uovo di cioccolata chiude il pranzo lasciando ai romani e agli italiani una buonissima sensazione di dolce. La Pasqua finisce e inizia ora una lunghissima digestione!
Mauro Poma
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